Paletti, il nuovo album 'Qui e ora': 'Vi presento il mio disco di ricerca pop'

"Sono un po' teso, ma al tempo stesso curioso: sto cercando di capire la reazione che questo disco avrà su quelli che già mi seguono e su altri possibili ascoltatori. Sono abbastanza contento di questo disco, che è il primo album di inediti che pubblico con la Sugar. E' un disco coraggioso, e proprio per questo ho paura che non possa essere compreso": è con queste parole che il cantautore Pietro Paletti, noto ai più semplicemente come Paletti, presenta a Rockol il suo nuovo album in studio, "Qui e ora". Anticipato in radio dal singolo "Valeriana e marijuana", l'album raggiungerà il mercato il 20 gennaio; prodotto e registrato tra il Mono Studio di Milano e il Funkhaus Studio di Berlino, il disco è stato descritto dallo stesso bresciano come "il frutto di un'intensa ed originale ricerca musicale dal respiro internazionale": "Ci voleva quel tocco di Germania nel suono del disco, così abbiamo deciso di fare le valigie e di raggiungere il Funkhaus Studio di Berlino, uno studio della Germania dell'Est degli anni '50, isolato rispetto al centro della città e circondato da una bella foresta". "Qui e ora" non è un disco di cantautorato italiano, che pure negli ultimi tempi ha ottenuto buoni successi in classifica (si vedano i casi di Brunori Sas con "Vol. 3 - Il cammino di Santiago in taxi" e di Dente con "Almanacco del giorno prima"), come spiega lo stesso Paletti: "Non è il classico cantautorato, senza nulla togliere a Brunori e a Dente, che ammiro da sempre; mi riferisco al sound generale del disco, che è elettronico, elettrizzante. In questo senso, il disco può spiazzare. Le stesse canzoni contenute all'interno dell'album superano il concetto di forma-canzone: sono canzoni con una forma più esterofila e meno italiana. Nel complesso, ho cercato di spingermi oltre le mie abitudini e di dare alla luce un album di ricerca pop in cui faccio da un lato tesoro del mio background culturale e dall'altro mi ispiro a mondi musicali in apparenza lontani da me". Sempre più spesso artisti nostrani decidono di registrare altrove la propria musica (Los Angeles, in questo senso, con i suoi Sunset Sound Studios, è tra le mete più gettonate, e così anche Londra, New York); ma cosa spinge un artista italiano a scegliere di lavorare al proprio disco in uno studio di registrazione straniero? Paletti risponde così: "Non credo sia una questione tecnica, perché qui abbiamo studi fantastici come le Officine Meccaniche, il Mono Studio e altri. Nel mio caso, andare a registrare fuori dall'Italia è servito per staccare la spina, per conoscere ambienti nuovi e persone diverse. Tutto ciò aiuta il processo creativo".

Il titolo dell'album, "Qui e ora", sembra quasi voler immortalare in una fotografia quanto accaduto nella vita e nella carriera di Paletti negli ultimi mesi: "Nell'ultimo anno mi sono successe tante cose belle: la nascita di mio figlio e il contratto con la Sugar, ad esempio. Ecco, questo disco voleva essere la fotografia di questo periodo, sia a livello personale che sociale", racconta infatti il cantautore, "riuscire a tradurre in un disco le sensazioni forti che mi hanno travolto negli ultimi mesi non è stato facile: ho provato ad essere sincero. 'Qui e ora' vuole essere anche un disco lievemente politico, soprattutto per quanto riguarda i testi, meno intimi e personali rispetto a quelli contenuti all'interno dei miei precedenti lavori". "Qui e ora", come dicevamo poco sopra, è il primo album in studio di Paletti a raggiungere il mercato per Sugar Music (che aveva già curato la pubblicazione del recente EP "Palettology" e la ripubblicazione dell'album "Ergo sum"); il passaggio alla casa discografica milanese è stato per Paletti "un po' traumatico", come lui stesso spiega: "Ti devo dire la verità? Il passaggio alla Sugar è stato leggermente traumatico. Onestamente parlando, in un primo momento ho temuto che la Sugar, che solitamente lavora con artisti anche piuttosto affermati come Elisa, i Negramaro, Malika Ayane, non fosse in grado di lavorare con un artista come me; loro sono consapevoli di questo, mi hanno capito, ci confrontiamo costantemente e mi fido: hanno deciso di puntare su un progetto più ricercato rispetto al solito".

Il cantautore, che ha da poco concluso un tour che lo ha visto protagonista sul palco insieme alla band genovese degli Ex-Otago, potrebbe tornare ad esibirsi dal vivo per presentare "Qui e ora" già il prossimo febbraio: "In questi giorni sto cercando un nuovo batterista (il mio mi ha lasciato per Ghemon - ride) e un nuovo tastierista/producer: mi rimane pochissimo tempo per organizzare la tournée! Penso di partire dai piccoli club per poi arrivare ai palchi dei vari festival estivi: questo disco suona molto 'grosso' e vorrei proporlo proprio all'aperto, su un palco importante", spiega al termine della chiacchierata Paletti.

(di Mattia Marzi)

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